Ho sostituito Google con Perplexity per una settimana: cosa è cambiato
Case study: sette giorni usando Perplexity al posto di Google per ogni ricerca. Le quattro cose che hanno funzionato, le tre in cui sono tornato a Google, il verdetto finale.
L’esperimento in due righe
Dal 26 maggio al 2 giugno 2026 ho impostato Perplexity come motore di ricerca predefinito su tutti i miei browser (Chrome desktop, Safari iOS, Firefox), disattivando l’accesso a Google. Non avrei usato Google nemmeno per una singola ricerca per 7 giorni interi, salvo emergenza. Volevo capire quanto realmente Perplexity può sostituire Google nella vita professionale quotidiana di chi lavora online.
Mi occupo di consulenza digitale e digital marketing, quindi faccio una quantità sostenuta di ricerche al giorno — circa 60-80 query nei giorni più intensi. La settimana di test ha confermato alcune ipotesi, sorpreso su altre, e mi ha dato indicazioni operative su quando Perplexity può davvero essere il default.
Numeri della settimana
| Metrica | Valore |
|---|---|
| Ricerche totali su Perplexity | 412 |
| Ricerche in cui sono dovuto tornare su Google | 38 (~9%) |
| Volte in cui Perplexity ha dato risposta utile senza click di approfondimento | 287 (~70%) |
| Volte in cui ho cliccato su almeno una fonte citata | 142 (~34%) |
| Volte in cui Perplexity ha allucinato (risposta plausibile ma errata) | 4 (1%) |
| Tempo medio per risposta | 8 secondi |
I 4 casi di allucinazione li ho identificati perché sapevo già la risposta corretta. Hanno riguardato: una statistica datata su uso social, una citazione attribuita a persona sbagliata, una data normativa errata di un mese, un numero di telefono di un’azienda errato.
Le 4 cose che hanno funzionato benissimo
Ricerche con bisogno di sintesi su tema complesso
Per “come funziona il regime di flat tax italiana per chi supera i 65.000 euro” Perplexity ha prodotto una sintesi di 8 righe con citazione di Agenzia Entrate + un articolo di Il Sole 24 Ore + una guida professionale di un commercialista. Equivalente Google: avrei aperto 4 link, letto 4 articoli, sintetizzato io. Risparmio stimato: 12 minuti per ricerca, decine in totale durante la settimana.
Ricerca normativa e istituzionale italiana
Sorprendentemente buono: Perplexity tira fuori siti istituzionali italiani come fonte primaria — Agenzia Entrate, INPS, MEF, Garante Privacy. Le risposte su temi normativi sono spesso più precise di quello che mi aspettavo, con citazioni puntuali.
Brainstorming di idee con fonti
Per “esempi di campagne marketing eccellenti del 2025 per il settore alimentare italiano”, Perplexity ha tirato fuori 6 esempi concreti con link a articoli di settore (Marketing Week, BizMix). Su Google avrei dovuto cercare manualmente “case study marketing food 2025”, filtrare, valutare fonti. Perplexity ha fatto il lavoro di filtro per me.
Confronti tecnici tra prodotti software
“Differenza fra Notion, Coda e Airtable per gestione progetti piccola agenzia” — Perplexity ha prodotto un confronto in tabella con sintesi dei pro/contro, fonti che includevano review professionali. Avrei dovuto leggere 3-4 review separate su Google per arrivare alla stessa informazione strutturata.
Le 3 cose in cui sono tornato su Google
Ricerche locali con bisogno di mappa o orari
“Migliori ristoranti coreani Brescia” — Perplexity ha dato 4 nomi con descrizione testuale. Su Google avrei avuto mappa, recensioni, orari, foto, prenotazione diretta. Per ricerche locali Google è insostituibile, anche per il vantaggio strutturale dell’integrazione Maps.
Ricerche di prodotti per acquisto online
“Sneakers running uomo sotto i 100 euro” — Perplexity ha dato 5 modelli generici senza prezzi attuali, link a recensioni. Google Shopping mi avrebbe portato direttamente a Amazon/Zalando/negozi specifici con prezzi aggiornati al momento della ricerca. Per shopping il vantaggio commerciale di Google è enorme.
Ricerche di immagini per ispirazione visiva
“Esempi di packaging design minimalista per cosmetici” — Perplexity ha dato descrizioni testuali con link, ma per il lavoro creativo serve scrollare immagini. Google Images (e Pinterest, da Google integrato) è strutturalmente fatto per quello. Per ricerche visive Google vince ancora largamente.
Cosa mi ha sorpreso
Tre osservazioni inattese durante la settimana:
Perplexity è più veloce di Google per query “trovami la fonte ufficiale di X”. Mi aspettavo che Google portasse più velocemente alla fonte primaria. Invece Perplexity tende a riconoscere il bisogno di “fonte istituzionale” e a citarla direttamente. Esempio: per “calendario versamenti IMU 2026 fonte ufficiale”, Perplexity ha citato direttamente la pagina del MEF in fondo alla risposta. Su Google avrei dovuto filtrare 5 risultati di blog generici prima.
Le ricerche su contenuti aggiornati di settimana hanno funzionato meglio di quanto mi aspettassi. Pensavo che Perplexity avesse svantaggio strutturale su “novità di questa settimana”. In realtà la sua ricerca live funziona bene: per “novità AI dell’ultima settimana”, “decreti fiscali appena pubblicati”, “ultime decisioni della BCE”, Perplexity restituisce contenuti freschi con citazioni di fonti del giorno.
La modalità “Focus” è il vero killer feature. Perplexity Pro permette di limitare la ricerca a specifiche fonti: Academic (paper scientifici), Reddit (community), YouTube (video), Writing (sintesi più curate). Su “ricerche su un tema controverso”, filtrare le fonti accademiche cambia completamente la qualità della risposta. Google non ha equivalente nativo.
Costo dell’esperimento
Il piano Perplexity Pro che ho usato costa 20 dollari al mese (~19 euro). Per la settimana di test ho usato un mese intero perché lo tenevo comunque per lavoro.
Vale la spesa rispetto a Google gratuito? Dipende dal tipo di lavoro. Per chi fa ricerca seria 2-4 ore al giorno (consulenti, copywriter, ricercatori, giornalisti), 19 euro al mese si ammortizzano in ore di lavoro risparmiate la prima settimana. Per uso saltuario, il piano gratuito di Perplexity in parallelo a Google è una strategia migliore.
Il verdetto finale dopo 7 giorni
Cosa farò da qui in avanti:
- Perplexity come default per ricerche di sintesi, normative, confronti, brainstorming con fonti
- Google per ricerche locali, shopping, immagini, video — non si discute
- Entrambi senza fanatismo: a volte una stessa ricerca incrocio con entrambi per cross-check, soprattutto se il risultato è poi base di una decisione professionale
Per approfondire la differenza strutturale tra i due motori abbiamo scritto il confronto Perplexity vs Google, che entra nel dettaglio dei criteri di scelta. Per chi usa altre AI in parallelo, il case study a 4 AI mostra come si comportano diversamente Perplexity, ChatGPT, Claude e Gemini sulla stessa domanda.
FAQ sull’esperimento
Perplexity può davvero sostituire Google per uso professionale?
Sì per circa il 70% delle ricerche di tipo professionale (ricerca informativa, normativa, sintesi, confronti). No per il 30% legato a ricerche locali, shopping, immagini e video. La strategia migliore è usarli in parallelo per task diversi, non sostituirne uno con l’altro.
Quanto è precisa Perplexity rispetto a Google?
Nei 412 test della settimana, Perplexity ha allucinato in 4 casi (1%), tutti identificabili perché sapevo già la risposta corretta. La precisione è ragionevole, ma vale la regola di sempre: per claim importanti incrocia con almeno una seconda fonte indipendente, qualunque sia il motore usato.
Vale i 20 dollari del piano Pro?
Per professionisti che fanno ricerca seria 2-4 ore al giorno, sì — si ammortizza in tempo risparmiato. Per uso saltuario, il piano gratuito Perplexity in parallelo a Google copre la maggior parte dei bisogni senza spese.
Perplexity funziona bene per ricerche su temi italiani?
Sì, sorprendentemente bene. La copertura su siti istituzionali italiani (Agenzia Entrate, INPS, MEF, ISTAT) è buona. Le risposte su normativa italiana sono spesso più precise di quanto mi aspettassi, con citazioni dirette alle fonti ufficiali italiane.
Posso usare Perplexity come default nel mio browser?
Sì. Perplexity offre estensioni browser per Chrome, Firefox, Safari che permettono di impostarla come motore di ricerca predefinito. La configurazione è in Impostazioni → Search Engine. Su iOS Safari c’è un’app dedicata Perplexity da impostare come motore in Settings → Safari → Search Engine.
Esperimento condotto da Franco Scalvi tra il 26 maggio e il 2 giugno 2026 usando Perplexity Pro come unico motore di ricerca su tutti i dispositivi. Annotazioni registrate quotidianamente, 38 casi di “ritorno a Google” documentati con motivazione. Verifica del fact-checking di Simone Momo.
Hai notato un errore o vuoi suggerirci un aggiornamento? Scrivici a opendeskeditori@gmail.com — controlliamo ogni segnalazione.