Come testiamo i contenuti di tutorialAI
Prima di credere a quello che si legge in un sito di tutorial conviene sapere come quei contenuti vengono prodotti. Questa pagina lo descrive nel dettaglio.
tutorialAI è un sito editoriale del network Opendesk, divisione editoriale di NewSignDesign. È curato da Simone Momo e Franco Scalvi attraverso un processo che combina ricerca, uso diretto degli strumenti, scrittura assistita da AI e revisione umana.
I quattro principi che applichiamo
Sono i criteri con cui valutiamo ogni contenuto prima della pubblicazione.
Le valutazioni restano indipendenti dalle partnership commerciali. Se un tool non convince, lo scriviamo, anche quando esiste un accordo di affiliazione. L’opposto vale allo stesso modo.
Si parla di un tool solo dopo averlo usato. Recensioni, confronti e tutorial nascono da prove dirette, non da rassegne stampa o documentazione di terze parti.
Trasparenza sui meccanismi. Dichiariamo apertamente quando un articolo è prodotto con assistenza AI, quando un link è affiliato, quando un contenuto è sponsorizzato e quando abbiamo sbagliato.
Manutenzione continua. Il settore cambia ogni settimana. Gli articoli vengono rivisti almeno ogni 60-90 giorni e la data dell’ultima revisione è sempre visibile in cima.
Come scegliamo i temi
Tre criteri, in ordine.
Il primo è la rilevanza per il nostro pubblico. tutorialAI è pensato per chi vuole capire e usare l’AI nel lavoro o nello studio, dal principiante assoluto al professionista che esplora nuovi strumenti. Non scriviamo per ricercatori ML: per quel pubblico esistono già fonti molto più qualificate.
Il secondo è la domanda di ricerca reale. Usiamo SEOZoom per verificare quanto un argomento viene effettivamente cercato. Quando nessuno cerca un certo tema, l’articolo non si fa, anche se “andrebbe coperto”.
Il terzo è l’accessibilità del tool per chi legge dall’Italia. Privilegiamo strumenti con interfaccia in italiano o supporto multilingua serio, prezzi pagabili in euro, registrazione possibile dall’Italia.
Come testiamo gli strumenti
Per ogni tool di cui parliamo seguiamo questo protocollo prima di scrivere.
Periodo di uso reale di 5-10 giorni su attività concrete del nostro lavoro, non i classici cinque minuti per la recensione. Serve a vedere come si comporta dopo l’effetto novità.
Casi d’uso multipli. Tre o quattro scenari diversi per ciascun tool. Su ChatGPT, per esempio: scrittura email, programmazione, brainstorming, traduzione. Un tool può essere ottimo per una cosa e mediocre per un’altra, e nel giudizio si dice quale.
Prezzi verificati direttamente. Controlliamo la pagina pricing del fornitore nel momento in cui scriviamo e datiamo la verifica nell’articolo (“verificato al [data]”).
Test in italiano. Se il tool dichiara di supportare l’italiano, lo testiamo davvero in italiano, non in inglese tradotto. Se la qualità in italiano è inferiore lo annotiamo.
Limiti del piano gratuito misurati. Quando un tool ha un piano free, verifichiamo personalmente i suoi limiti reali. Non riportiamo dichiarazioni del fornitore senza prova.
Almeno due alternative. Ogni recensione mette il tool a confronto con due concorrenti diretti, così la valutazione non è isolata.
Come usiamo l’AI nella scrittura
Questa è la parte su cui vogliamo essere espliciti.
L’AI interviene su alcune fasi della produzione, l’umano su altre. Nel dettaglio:
Cosa fa l’AI nel nostro workflow:
- Raccoglie dati su volumi di ricerca e keyword correlate (via SEOZoom)
- Genera un primo draft strutturato a partire dalla scaletta che definiamo
- Suggerisce esempi, prompt e tabelle di confronto
- Riassume documentazione lunga delle fonti che le forniamo
Cosa fanno Simone e Franco:
- Decidono temi, taglio, struttura e voce dell’articolo
- Aggiungono osservazioni dirette e aneddoti basati sui test fatti in prima persona
- Inseriscono screenshot reali dei tool
- Verificano ogni dato fattuale (prezzi, limiti, funzionalità, date)
- Citano le fonti originali e ne controllano accessibilità
- Riscrivono i passaggi in cui la prosa AI suona generica o impersonale
- Firmano l’articolo con nome e cognome
- Approvano la pubblicazione finale
Cosa non facciamo mai:
- Pubblicare un articolo senza revisione umana
- Firmare con autori fittizi
- Citare fonti che non abbiamo verificato direttamente
- Usare immagini AI dove serve una prova reale (screenshot di un tool, per esempio)
- Esagerare le qualità di un prodotto perché ci paga una commissione
Pensiamo che la trasparenza sull’uso dell’AI nella produzione editoriale sia lo standard a cui le redazioni serie si stanno allineando nel 2026, e che dichiararlo apertamente sia parte del patto con chi legge.
Come verifichiamo i fatti
Dopo il draft assistito da AI ogni articolo passa per un fact-checking, di norma fatto da Franco (o da Simone, sui pezzi firmati da Franco). I controlli sono:
- Date e numeri: prezzi, limiti, statistiche. Verifica sulla fonte primaria.
- Link esterni: cliccati e controllati uno a uno.
- Citazioni: chi ha detto cosa, dove, quando. La fonte primaria, non un riassunto di seconda mano.
- Affermazioni tecniche: se diciamo che un tool fa X, X è stato testato nelle 48 ore precedenti.
- Allucinazioni AI: il modello a volte inventa fonti, citazioni o dettagli plausibili. Il fact-checker dà la caccia proprio a quello.
In fondo a ogni articolo trovi chi lo ha scritto e chi lo ha fact-checked, con nome e cognome.
Come formuliamo giudizi e raccomandazioni
Negli articoli di confronto e di recensione esprimiamo posizioni precise: “il migliore per X”, “evita se sei alle prime armi”, e così via. I criteri sono:
- Qualità reale sul caso d’uso specifico. Un tool può essere ottimo in generale e mediocre per ciò che serve a te.
- Esperienza d’uso. Facilità di partenza, chiarezza dell’interfaccia, qualità della versione italiana.
- Rapporto qualità-prezzo. Cosa offre il piano gratuito, quanto costa quello a pagamento, quanto vale davvero.
- Affidabilità del fornitore. Solidità dell’azienda, policy sui dati, probabilità che il prodotto esista ancora tra dodici mesi.
- Documentazione e supporto. Quanto è buona la documentazione, se c’è una community attiva, se il supporto in italiano è reale o solo dichiarato.
Le partnership di affiliazione non spostano il giudizio. Quando concludiamo che un abbonamento non vale il suo prezzo per la maggior parte delle persone lo scriviamo, anche se siamo affiliati. Allo stesso modo, quando concludiamo che vale i suoi soldi, lo scriviamo senza problemi.
Come monetizziamo
tutorialAI guadagna in tre modi.
Affiliate marketing. Alcuni link verso i tool recensiti sono affiliati: se acquisti tramite quel link riceviamo una commissione, senza alcun costo aggiuntivo per te. I programmi a cui partecipiamo sono elencati nella pagina Affiliazione.
Pubblicità display. Mostriamo annunci Google AdSense in posizioni specifiche delle pagine. Non controlliamo i singoli annunci, ma escludiamo categorie problematiche (gioco d’azzardo, fake news, criptovalute con promesse di rendimento).
Contenuti sponsorizzati (in futuro). Quando un brand vorrà pagare per essere presentato sul sito, la segnalazione sarà chiara ed evidente — “Sponsorizzato” sopra il titolo. Le opinioni resteranno indipendenti e ci riserviamo il diritto di rifiutare partnership che non riteniamo coerenti col pubblico.
Non riceviamo donazioni, non vendiamo dati personali, non offriamo abbonamenti premium.
Come correggiamo gli errori
Capita anche a noi. Quando succede:
Correzione visibile. L’articolo viene aggiornato, la data di “Ultimo aggiornamento” cambia in cima e, se l’errore era sostanziale, in fondo all’articolo viene aggiunta una nota di rettifica (“Aggiornato il [data]: la versione precedente affermava X, in realtà Y. Grazie a [chi ha segnalato]”).
Risposta veloce. Quando una segnalazione arriva da un lettore, rispondiamo entro 48 ore, anche solo per dire che stiamo verificando.
Nessuna cancellazione silenziosa. Non eliminiamo articoli vecchi senza traccia. Se un articolo non è più rilevante, viene aggiornato o archiviato con una nota di contesto.
Segnalazioni di errori, omissioni o aggiornamenti vanno a opendeskeditori@gmail.com. Le legge sempre uno di noi due entro 48 ore.
Chi cura il sito
Il sito è gestito da due persone reali.
Simone Momo, direttore editoriale. Lavora in progettazione digitale, strategia di prodotto e applicazioni di intelligenza artificiale dal 2007. Co-founder di Opendesk e NewSignDesign.
Franco Scalvi, responsabile editoriale e fact-checking. CEO e founder di NewSignDesign, co-founder di Opendesk. Lavora in digital marketing, advertising, SEO e applicazioni AI dal 2007.
Per qualsiasi cosa non urgente: opendeskeditori@gmail.com.
Questa pagina viene rivista ogni volta che cambia qualcosa di sostanziale nel processo. Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2026.